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Chi ha toccato le mie vesti ?

   “Chi ha toccato le mie vesti?” è la domanda che Gesù, nel brano del Vangelo proposto per l’anno 2023-24 (Mc 5, 21-43), rivolge alla folla che lo segue e si strige attorno a lui. Una donna, affetta da emorragia da molti anni, aveva appena toccato, di nascosto, un lembo nel suo mantello, nel tentativo di salvarsi. In mezzo a un folla anonima e un po’ caotica, Gesù stabilisce un contatto personale, una relazione con la donna malata, così come lo fa rispondendo alla richiesta di Giairo, un padre disperato, in cerca di aiuto per la propria figlia, una ragazzina in fin di vita. Notiamo che in questo brano Gesù si lascia toccare dalla donna e tocca a sua volta, prendendo la mano della fanciulla, guarisce entrambe o – meglio – si prende cura di loro. Il tocco, il contatto, in questo caso, guarisce non solo dalla malattia, ma segna anche l’inizio di una vita piena, buona e bella, illuminata dalla fede. 

    Il Vangelo evoca  - oltre la guarigione - un desiderio di incontro, una riduzione delle distanze, un recupero della gioia di vivere. Il Signore Gesù si prende cura del cuore della relazione di fede, facendo gustare la risurrezione. 

  Anche noi siamo chiamati in quest’anno a lasciarci toccare e a toccare, a lasciarci coinvolgere e a prenderci cura in famiglia, a scuola, a lavoro, nella società civile, in parrocchia, in associazione e in tutti gli ambiti della vita.

   Il bene donato, condiviso e messo in circolo, si moltiplica e porta frutto. 

 

Per approfondimenti:

https://www.acpadova.it/wp-content/uploads/2023/07/Vangelo-2023-24.pdf

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Questa è casa tua !

   La riserva naturale è  sfondo e cornice del percorso ACR di quest’anno. 

Angoli di natura bellissimi, fragili e perciò sottoposti a misure di protezione ci aiutano a guardare all’ambiente come dono, risorsa limitata e preziosa, da custodire e valorizzare, non solo un posto bello da visitare, ma una casa da abitare. La nostra casa.

  È responsabilità di ciascuno - ragazzo, giovane, adulto -  prendersi cura del Creato perché possa essere “casa comune” dove ognuno possa realizzarsi, possa cioè esprimere la bellezza che si irradia dall’incontro personale con Gesù.

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Abbiamo tutti bisogno

di dare e di ricevere

  Aderire all’AC è una scelta di impegno e passione che ciascuno rinnova ogni anno. È il modo in cui tanti uomini, donne, bambini e ragazzi scelgono di vivere appieno la loro vocazione nella Chiesa, a servizio della comunità e del territorio in cui si trovano. Non è una semplice aggregazione: associarsi parla di legami, di una rete di persone. Vogliamo accogliere tutti coloro che desiderano condividere un pezzo di cammino, nella storia della Chiesa di questo tempo, attraverso lo stile dell’Azione cattolica.

  La tessera che rinnoviamo ogni anno esprime l’impegno  di condividere un cammino in associazione, nutrendo e coltivando la fede nel confronto con gli altri, l’impegno di fare proprio un progetto di vita e di fede, raccontandolo alla propria comunità…

Per informazioni sulle adesioni (convenzioni in vigore, procedura…) :

https://www.acpadova.it/adesioni/

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L’Azione Cattolica di San Domenico

   Da anni a San Domenico è presente l’Azione Cattolica, una realtà associativa che opera a servizio della comunità, in rete con le altre associazioni parrocchiali, coordinate a livello vicariale, diocesano, regionale e nazionale.

   L’Azione Cattolica cura proposte formative, rivolte a ragazzi, giovani e adulti. Nei vari percorsi associativi, differenziati per età, alcuni amici si ritrovano in gruppo e scelgono di formarsi insieme attraverso momenti di gioco, di riflessione, di confronto e di preghiera, imparando a impastare fede e vita, giorno per giorno.

   Oggi la nostra associazione parrocchiale è coordinata da una nuova presidenza, da poco eletta. Nell’Azione Cattolica di San Domenico svolgono un ruolo attivo molti giovani educatori, volontari che si mettono in gioco per camminare e crescere insieme ai ragazzi nei vari gruppi in un percorso continuativo che valorizza il contributo dei singoli e, al tempo stesso, allena e forma al confronto, al gioco di squadra e alla condivisione.

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“L’Azione Cattolica Italiana persegue le proprie finalità attraverso un progetto formativo unitario e organico che offre ad ogni persona, con la partecipazione alla vita associativa, un accompagnamento finalizzato alla crescita di una matura coscienza umana e cristiana, grazie a percorsi permanenti, organici e graduali, attenti alle diverse età, alle condizioni e agli ambienti di vita, ai diversi livelli di accoglienza della fede”.

(Dallo Statuto ACI, articolo 13)

Due parole sull’educatore di AC...

“I veri educatori sono testimoni:

quando educano, non fanno qualcosa,

danno la vita.

 

Questi educatori vengono dallo spirito di Dio.

A lui dobbiamo chiederli

se ci sta a cuore il futuro".

 

Asiago, 27 febbraio 2011

(targa esposta nel Centro Parrocchiale di Asiago)

   Ogni attività e proposta associativa, ogni cammino di gruppo di ACR o di AC non sarebbe possibile senza una figura fondamentale, ossia l’educatore di Azione Cattolica, detto anche spesso animatore (o accompagnatore, se affianca un gruppo di adulti).

   Chi sono gli educatori di AC? Che cosa fanno concretamente? Spediscono lettere e inviti, organizzano e propongono a bambini, a ragazzi o a giovani, giochi, attività e iniziative allegre, fantasiose e stimolanti, gestiscono un gruppo e “animano” gli spazi della parrocchia… forse questo è il dato più evidente, che è sotto gli occhi di tutti.  

   Però compito essenziale dell’educatore (e di una équipe di educatori) è prendersi cura dei ragazzi o dei giovani che sono stati affidati dalla comunità, accompagnarli lungo un tratto di strada, camminare insieme in un percorso di fede che porta all’incontro con il Signore. L’educatore prende per mano, procede di fianco, davanti quando serve, ma non si sostituisce mai a chi sta accompagnando perché incontrare Gesù è un’esperienza personale, che ciascuno vive nel proprio cuore, nel silenzio della coscienza e in piena libertà.

   All’interno di una relazione un educatore si impegna a “tirare fuori” dal ragazzo o dal giovane il bene che è seminato in lui, a far emergere la sua identità più vera e profonda che non è altro che il volto di Gesù, custodito dentro ogni persona. Un educatore propone, suscita, fa intravedere dei valori, sostiene nelle scelte di fede e di vita, ma sa stare nell’ombra per non ostacolare l’azione dello Spirito e per non interferire nella libertà di chi sta percorrendo un cammino di formazione.

  Un educatore, un giovane formato e tuttavia sempre in cammino, assume un compito così alto, importante, prezioso e delicato, non per iniziativa personale, ma su mandato della comunità di cui fa parte, su incarico dell’associazione di cui è espressione, impegnandosi, con l’aiuto dello Spirito, a seguire Gesù e a trovare tempo per stare con Lui, mettendo assieme fede e vita, curando la propria formazione e collaborando con quanti si spendono per la formazione nel contesto comunitario parrocchiale .

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