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Tempo di uscire...

Nei mesi scorsi su quartieri e città l’estate si è affacciata, luminosa e invitante, dopo lunghi e pesanti mesi di lockdown. Abbiamo ricominciato ad uscire e, dopo molto tempo, ci siamo incontrati faccia a faccia, con i dovuti accorgimenti, ci siamo riconosciuti, abbiamo scambiato sorrisi e parole e sperimentato un nuovo, inedito inizio.

Forse uscire è stato faticoso;  incontrare qualcuno è sempre un’incognita perché ci costringe ad esporci e a metterci in gioco, eppure  avvertiamo con chiarezza, dopo mesi di isolamento, di non poterne fare a meno…

Forse le immagini più belle di questa estate 2020 sono quelle di gruppi di Giovanissimi e di giovani che si sono ritrovati insieme, di nuovo dopo il lockdown: alcune sere davanti a un Patronato, per una cena a base di panini o per una partita di beach volley;  una manciata di giorni sui Colli Euganei, all’ostello Valle S.Giorgio di Baone e dintorni,  grazie alle proposte estive vicariali per ragazzi di terza media (weekend 24-26 luglio) e per Giovanissimi (4-6 agosto); a Camporovere di Roana (weekend diocesano Giovani “Meet on live” 29-30 agosto);  in viaggio con la Diocesi sui passi di don Tonino Bello (campo Giovani 22-28 luglio, vedi la testimonianza sotto) .

Perché è importante uscire e ripartire, pur in mezzo a tante domande, preoccupazioni e sfide, sapendo di non essere soli.  

Servire e dare la propria vita (Mc 10, 35-45)

linee programmatiche 2020/21

Sono forti e impegnative le parole dello slogan che ci accompagna in questo nuovo anno associativo. Sono le parole che Gesù usa per parlare della sua missione ai suoi discepoli durante il suo ultimo viaggio verso Gerusalemme. Ci parlano di una scelta di vita di chi non mette al primo posto il successo, il potere, l’affermazione personale e la gratificazione, ma si spende per il bene degli altri. Questa è la scelta che Gesù mette in pratica fino alle estreme conseguenze ed è anche la scelta che identifica e caratterizza la comunità dei Suoi discepoli di tutti i tempi. “Servire” non è solo partecipare occasionalmente a iniziative di volontariato, quando c’è tempo, o fare attività limitate ad alcuni settori e situazioni, ma un impegno e uno stile che ciascuno di noi è chiamato a mettere in pratica nei contesti in cui vive (famiglia, studio, lavoro, società civile, parrocchia…), un essere con gli altri e per gli altri, accettando e gestendo fatiche, disagi e fallimenti: questa è per noi la via che conduce alla pienezza della gioia.

Il testo delle Linee  Programmatiche e il calendario associativo è scaricabile qui:

https://www.acpadova.it/sussidi/linee-programmatiche-2020-2021

Sui passi di Tonino Bello...

 “TU E NON ALTRI”

Camposcuola sui passi

di don Tonino Bello

Grazie ad un caro amico ho avuto la proposta di partecipare al campo giovani “Tu e non altri”, sui passi di don Tonino Bello, dal 22 al 28 luglio in Puglia. 

Dopo un periodo di isolamento, quale è stato il lockdown, avevo la grande necessità di riprendere in mano anche il mio lato sociale: così ho accettato e sono partita alla volta di un viaggio speciale assieme ad altre 32 persone.

Grande il bagaglio che mi sono portata a casa da questo camposcuola, il mio primo campo giovani. 

Un campo fatto di nuove relazioni ed amicizie con ragazzi e ragazze provenienti da tutta la diocesi; un campo nel quale non sono mancati momenti di confronto e condivisione che mi hanno permesso di ampliare le mie prospettive donandomi uno sguardo nuovo anche sulla mia vita; un campo che mi ha permesso di conoscere e seguire i passi di don Tonino Bello, attaccato come non mai alla vita, ai giovani, agli ultimi. Lui che si definiva come un uomo con un’ala soltanto e aveva proprio bisogno del Signore per poter volare.

In quei giorni ho capito anche io di aver bisogno della Sua presenza per poter spiccare il volo per affrontare il presente e le scelte che il futuro mi riserverà con un Amico e un compagno di viaggio.

                                                                                                                            Ilaria

 

http://www.giovaniemissione.it/veglie-e-preghiere/466/dammi-signore-unala-di-riserva/

“L’Azione Cattolica Italiana persegue le proprie finalità attraverso un progetto formativo unitario e organico che offre ad ogni persona, con la partecipazione alla vita associativa, un accompagnamento finalizzato alla crescita di una matura coscienza umana e cristiana, grazie a percorsi permanenti, organici e graduali, attenti alle diverse età, alle condizioni e agli ambienti di vita, ai diversi livelli di accoglienza della fede”.

(Dallo Statuto ACI, articolo 13)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due parole sull’educatore di AC

Ogni attività e proposta associativa, ogni cammino di gruppo di ACR o di AC non sarebbe possibile senza una figura fondamentale, ossia l’educatore di Azione Cattolica, detto anche spesso animatore (o accompagnatore, se affianca un gruppo di adulti).  Chi sono gli educatori di AC? Che cosa fanno concretamente? Spediscono lettere e inviti, organizzano e propongono a bambini, a ragazzi o a giovani giochi, attività e iniziative allegre, fantasiose e stimolanti, gestiscono un gruppo e “animano” gli spazi della parrocchia… forse questo è il dato più evidente, che è sotto gli occhi di tutti.  

Però compito essenziale dell’educatore (e di una équipe di educatori) è prendersi cura dei ragazzi o dei giovani che sono stati affidati dalla comunità, accompagnarli lungo un tratto di strada, camminare insieme in un percorso di fede che porta all’incontro con il Signore. L’educatore prende per mano, procede di fianco, davanti quando serve, ma non si sostituisce mai a chi sta accompagnando perché incontrare Gesù è un’esperienza personale, che ciascuno vive nel proprio cuore, nel silenzio della coscienza e in piena libertà.

All’interno di una relazione un educatore si impegna a “tirare fuori” dal ragazzo o dal giovane il bene che è seminato in lui, a far emergere la sua identità più vera e profonda che non è altro che il volto di Gesù, custodito dentro ogni persona. Un educatore propone, suscita, fa intravedere dei valori, sostiene nelle scelte di fede e di vita, ma sa stare nell’ombra per non ostacolare l’azione dello Spirito e per non interferire nella libertà di chi sta percorrendo un cammino di formazione.

Un educatore, un giovane formato e tuttavia sempre in cammino, assume un compito così alto, importante, prezioso e delicato, non per iniziativa personale, ma su mandato della comunità di cui fa parte, su incarico dell’associazione di cui è espressione, impegnandosi, con l’aiuto dello Spirito, a seguire Gesù e a trovare tempo per stare con Lui, mettendo assieme fede e vita, curando la propria formazione  e collaborando con tutti coloro che si spendono per la formazione nel contesto comunitario.

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