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Cammini di base per l'anno 2019/20

ACR: sabato (ogni 15 giorni), 15.30- 16.00.

Prima e seconda media: venerdì (ogni 15 giorni, in alternanza con il Tempo della Fraternità), 20.30- 21.45.

Terza media: venerdì (ogni 15 giorni), 20.30-22.00.

Prima e seconda superiore: ogni venerdì, 20.30-21.45.

"Lo avete fatto a me"

Linee programmatiche 2018/19

 

"Abitare" è la parola che ci è stata consegnata per questo nuovo anno associativo e che ha significato particolare per noi laici: siamo impegnati nei vari ambiti di vita (studio, lavoro, società civile...) immersi nel mondo, eppure non del mondo, estranei alle logiche del mondo. Abitare vuol dire stare dentro una porzione limitata di spazio e di tempo, avere cuore, mente e occhi aperti e attenti alle esigenze degli altri e ai semi di bene sparsi intorno a noi, avere mani pronte a compiere opere buone e, inoltre, dare il proprio contributo in termini di impegno, di competenze e di passione per la cura e il mantenimento della "casa comune" (comunità parrocchiale, quartiere, città, società civile, Paese, ambiente...). Abitare però può significare anche essere in movimento, camminare verso sè stessi, verso un luogo, verso qualcuno, vivere relazioni e interagire con il mondo: ciascuno in qualche modo costruisce e plasma  la realtà in cui abita.

Abitare può significare anche  "prendere dimora" nelle realtà più faticose da abitare per raggiungere persone sole, malate o in difficoltà.  Oppure vuol dire anche accogliere viandanti e stranieri.

 

In questi mesi i ragazzi dell'ACR e i Giovanissimi si allenano a guardare con occhi nuovi gli ambienti che frequentano per abitarli in modo più consapevole, mettendosi in gioco in prima persona.  I Giovani riflettono sul significato di "rimanere": abitare le situazioni della vita, anche se faticose, che si incontrano. Abitare sè stessi è il primo impegno a cui siamo chiamati, abitare la propria vita e le proprie relazioni per aprirsi all'altro e imparare a farsi abitare. 

 

Gli Adulti ripensano l'uso del tempo e dei luoghi, si documentano su questioni di attualità che incidono sulla vita della comunità civile e coinvolgono altri amici in proposte formative preziose pe riappropriarsi del Vangelo già ricevuto e portarlo dentro la vita. Tutti sono invitati ad andare incontro a Gesù, presente nei fratelli più piccoli (Mt 25, 31-46), i fratelli e le sorelle difficoltà, poveri, malati, fragili e feriti, come talvolta lo siamo anche noi, sotto alcuni aspetti. Nella fragilità e nel dolore, sotto la croce, certe volte avviene, inaspettato, l'incontro che ci salva.

RADAR. Uno sguardo nuovo per i Giovanissimi

 

Il training prosegue sistematico,  i giorni  scorrono rapidi... e la fatidica data si avvicina. Nei giorni 8 e 9 febbraio per i ragazzi di 15-19 anni di tutta la Diocesi è in programma RADAR, festa diocesana dei Giovanissimi, un imperdibile viaggio spaziale alla ricerca di uno sguardo nuovo, creativo e coraggioso, l'unico che può davvero rendere una novità la vita di ciascun giovanissimo...

https://radar.acpadova.it/

ASSEMBLEA ELETTIVA AC

DI SAN DOMENICO 2019/20

 

"L'associazione potrebbe essere una palestra dove adulti e giovani si conoscono e si allenano a prendere decisioni insieme in vista di una presenza nel territorio, nella comunità civile e nella Chiesa".

"Vorremmo fare in modo che i bambini, i ragazzi e i giovani si accostino alla fede, coltivino sempre di più la relazione personale con Dio, che è centro di ogni cosa; avvertiamo la necessità che la fede si traduca in scelte coerenti e concrete in parrocchia e fuori, in collaborazione con altre associazioni parrocchiali e non, allargando lo sguardo sull'orizzonte". 

"È necessario e opportuno che gli adulti si prendano cura dei giovani e della loro formazione, cercando anche un dialogo diverso con loro, sostenendo e promuovendo l'ACR e gli educatori più giovani che se ne prendono carico; sarebbe bello se i Giovanissimi avessero spazio e opportunità per dire la loro..."

"I giovani e gli educatori avvertono il bisogno di formazione continua e di significative esperienze  di gruppo per essere in grado di donare qualcosa alla loro comunità e ai loro colleghi più giovani".

"La diocesi e il vicariato sono, per noi,  risorse preziose, veri e propri generatori di energia". 

Sono alcune tra le numerose ricchezze raccolte in occasione dell'assemblea elettiva dell'Azione Cattolica di San Domenico, tenutasi la sera del lunedì 18 novembre 2019.

Abbiamo eletto i nuovi responsabili. Grazie a:  Chiara, Giacomo (ACR), Giorgio, Chiara (Giovani), Pierluigi, Toni e Gianni (Adulti) per aver accettato il nuovo incarico per il triennio 2020-2023. Un ringraziamento speciale a Luca, Giorgia, Enrico, Carlotta e Leo per aver dato tanto alla vita dell'associazione e per aver seminato molto negli anni scorsi.

Silvia, presidente unitaria AC di S. Domenico 

 

AC, la scelta dell'adesione

 

Come in ogni anno associativo, appuntamento irrinunciabile è l'8 dicembre, Festa dell'Immacolata e Giornata dell'Adesione all'Azione Cattolica in tutto il Paese. In quest'anno in cui il cammino assembleare ci invita a progettare l'associazione di domani, vale la pena soffermarsi su alcuni buoni motivi per dire sì alla proposta associativa, per sentire e riconoscere il valore di questa scelta che è una scelta personale, da vivere in una dimensione comunitaria, assumendo una responsabilità laicale (verso la Chiesa e verso la polis), offrendo un sostegno economico per iniziative e proposte associative e impegnandosi, proprio in quanto associazione, a camminare insieme.

Iscriversi è scelta personale perché la tessera  è un segno che dice l'adesione a Gesù Cristo e alla Chiesa, un impegno di vita cristiana fondata sul Vangelo, che può essere novità e speranza sulle strade del mondo.  Essere associazione oggi esprime, in un'epoca segnata da divisioni e da individualismi,   la volontà di crescere e di costruire insieme "In AC camminano, fianco a fianco, sostenendosi reciprocamente, persone di tutte le età, con percorsi condivisi di formazione umana e cristiana: gli adulti si prendono cura dei giovani e dei più piccoli; gli educatori e i sacerdoti assistenti si mettono a disposizione dei soci loro affidati; i responsabili parrocchiali, vicariali, diocesani e nazionali, svolgono con dedizione i rispettivi ruoli".

La campagna adesioni 2020 si intitola "Extra large! AC casa per tutti" . Lo stile o habitus ("il vestito" da portare addosso, parola da cui deriva "abitare") che si dà l'associazione per quest'anno è quello dell'accoglienza; significa disporre di spazi "allargati" e "aperti", aggiungere posti a tavola, imparare a sconfinare e ad abitare le periferie per raggiungere tutti.

 

 

Per informazioni:

 

Testi utili:

La rilevanza della scelta del tesseramento. AC. 

Buoni motivi per dire sì.

https://azionecattolica.it/ac-buoni-motivi-per-dire-si

 

Campagna adesioni 2020.

Extra large! AC casa per tutti

https://azionecattolica.it/extra-large-ac-casa-per-tutti

 

Sconti e vantaggi attraverso il "Portale delle convenzioni".

L'adesione ha un valore aggiunto.

https://azionecattolica.it/l-adesione-ha-un-valore-aggiunto

 

Strumenti:

Rivolgersi all'incaricato parrocchiale: Silvia

Tel. 340 1091715 – mail: silviarmpz@gmail.com

Oppure:   https://www.acpadova.it/articoli/adesioni-2019

“L’Azione Cattolica Italiana persegue le proprie finalità attraverso un progetto formativo unitario e organico che offre ad ogni persona, con la partecipazione alla vita associativa, un accompagnamento finalizzato alla crescita di una matura coscienza umana e cristiana, grazie a percorsi permanenti, organici e graduali, attenti alle diverse età, alle condizioni e agli ambienti di vita, ai diversi livelli di accoglienza della fede”.

(Dallo Statuto ACI, articolo 13)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due parole sull’educatore di AC

Ogni attività e proposta associativa, ogni cammino di gruppo di ACR o di AC non sarebbe possibile senza una figura fondamentale, ossia l’educatore di Azione Cattolica, detto anche spesso animatore (o accompagnatore, se affianca un gruppo di adulti).  Chi sono gli educatori di AC? Che cosa fanno concretamente? Spediscono lettere e inviti, organizzano e propongono a bambini, a ragazzi o a giovani giochi, attività e iniziative allegre, fantasiose e stimolanti, gestiscono un gruppo e “animano” gli spazi della parrocchia… forse questo è il dato più evidente, che è sotto gli occhi di tutti.  

Però compito essenziale dell’educatore (e di una équipe di educatori) è prendersi cura dei ragazzi o dei giovani che sono stati affidati dalla comunità, accompagnarli lungo un tratto di strada, camminare insieme in un percorso di fede che porta all’incontro con il Signore. L’educatore prende per mano, procede di fianco, davanti quando serve, ma non si sostituisce mai a chi sta accompagnando perché incontrare Gesù è un’esperienza personale, che ciascuno vive nel proprio cuore, nel silenzio della coscienza e in piena libertà.

All’interno di una relazione un educatore si impegna a “tirare fuori” dal ragazzo o dal giovane il bene che è seminato in lui, a far emergere la sua identità più vera e profonda che non è altro che il volto di Gesù, custodito dentro ogni persona. Un educatore propone, suscita, fa intravedere dei valori, sostiene nelle scelte di fede e di vita, ma sa stare nell’ombra per non ostacolare l’azione dello Spirito e per non interferire nella libertà di chi sta percorrendo un cammino di formazione.

Un educatore, un giovane formato e tuttavia sempre in cammino, assume un compito così alto, importante, prezioso e delicato, non per iniziativa personale, ma su mandato della comunità di cui fa parte, su incarico dell’associazione di cui è espressione, impegnandosi, con l’aiuto dello Spirito, a seguire Gesù e a trovare tempo per stare con Lui, mettendo assieme fede e vita, curando la propria formazione  e collaborando con tutti coloro che si spendono per la formazione nel contesto comunitario.

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